È uscito il nuovo numero de “l’impegno”

È uscito il centoquattresimo numero de “l’impegno”, rivista dell’Istituto, che contiene saggi di Claudio Dellavalle, Mario Ogliaro, Monica Schettino e Mauro Manicardi, Piero Ambrosio, Davide Tropeano, Cesare Bermani.

Claudio Dellavalle, partendo dalle note parole di Piero Calamandrei “Ora e sempre Resistenza”, riflette sul significato attuale della ricorrenza del 75° anniversario della Liberazione, ponendo l’accento sul principio di libertà garantito dalla nostra Costituzione e conquistato grazie a un atto di riscatto compiuto dal movimento partigiano che, attraverso la scelta delle armi, imbracciate da uomini liberi “per dignità e non per odio”, seppe risollevare il Paese dal peso della responsabilità di una lunga e dolorosa esperienza totalitaria, offrendo una significativa lezione politica e morale che non può e non deve essere negata o dimenticata, perché fondamento del nostro sentirci comunità.

Mario Ogliaro analizza gli eventi legati al massacro degli armeni a opera dei turchi nel 1915, un genocidio per lungo tempo oscurato e rimosso che si inserisce nell’ambito della complessità dei problemi legati alla lenta e inesorabile dissoluzione del multietnico impero ottomano, culmine di decenni di vessazioni, soprusi ed efferate violenze cui il popolo armeno, enclave cristiana tra le grandi potenze di Persia, Russia e Turchia, fu sottoposto già a partire dalla fine dell’Ottocento, nella colpevole indifferenza delle potenze occidentali.

Monica Schettino e Mauro Manicardi traggono ispirazione dal personaggio di Ettore Cassinelli, tra i fondatori della Cooperativa L’Armonica di Stradella, rielaborando in forma di racconto, pensato per essere accompagnato da musiche tradizionali, fatti realmente accaduti a inizio Novecento che parlano di emigrazione, di fatica del lavoro e di idee emergenti come socialismo, cooperazione, solidarietà, libertà, concetti che trovano realizzazione in una fabbrica di armoniche rivoluzionaria in cui non ci sono padroni, il plusvalore viene dato in beneficenza e l’utopia ha la concretezza dei “colori vivaci della nacrolaque”, del “bianco e nero delle tastiere” e delle “linee sinuose ed eleganti come fianchi di sirene”.

Piero Ambrosio prosegue la sua ricerca sui “sovversivi” vercellesi, biellesi e valsesiani segnalati nel Casellario politico centrale, ricostruendo, come di consueto attraverso la documentazione conservata nei fascicoli personali del Cpc, le biografie di quanti emigrarono in Africa, Asia e Australia, che risultano complessivamente 24 (18 biellesi, 5 vercellesi e 1 valsesiano), schedati principalmente come socialisti.

Davide Tropeano ripercorre la biografia di Carlo Felice Trossi, industriale e possidente gaglianicese, nato a inizio Novecento e morto prematuramente all’età di 41 anni nel 1949, noto per la sua passione per i motori, che lo indusse a cimentarsi con successo in gare sportive automobilistiche e a conseguire il brevetto di pilota civile e che, nel corso della sua breve vita, si spese a favore della comunità di Gaglianico coltivando un’intensa attività filantropica e ricoprendo per circa dieci anni il ruolo di primo cittadino; parrebbe anche aver dato un contributo alla Resistenza, e in particolare alle vicende legate alla nascita di Radio Libertà, alla cui realizzazione avrebbe fornito l’apparecchiatura necessaria.

Cesare Bermani ricorda l’impegno politico e sociale di Marcella Balconi, a partire dal suo antifascismo e dal suo contributo alla lotta di liberazione come collaboratrice del Comando lombardo delle brigate “Garibaldi”, per poi mettere in evidenza la sua attività di neuropsichiatra e psicologa infantile nel dopoguerra, che la portò a creare a Novara il Centro medico pedagogico, fortemente ostacolato per il suo progressismo dalle forze conservatrici, per poi concentrarsi sull’innovativo apporto dato in qualità di amministratore pubblico, prima a Grignasco, dove fu sindaco negli anni sessanta, e poi a Novara, come assessore ai lavori pubblici e al decentramento.

Segue il ricordo di protagonisti della Resistenza che ci hanno lasciato negli ultimi mesi: Luigi Moranino, “Pic”, combattente nella 2a brigata “Ermanno Angiono Pensiero”; Wanda Canna, staffetta partigiana che ha fatto della sua vita una testimonianza dei valori di democrazia e libertà; Carmen Corte, partigiana combattente che fece parte del Comando militare Zona Valsesia; Mimma Bonardo, collaboratrice della Resistenza e donna impegnata nella vita sociale del Paese per tutta la sua lunga vita.

Chiude il numero la consueta rubrica di recensioni e segnalazioni.

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